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Sono discordie di amanti, le dissonanze del mondo.

Dal grembo di tutti i contrasti, germoglia un accordo novello:

e tutto che un giorno si scisse, ritorna congiunto.

Diraman dal cuore le vene, ma tornano al cuore:

e tutto, nel mondo, è un unico ardore di vita perenne
(F. Hòlderlin)


A Giovanni Marchese
La vita riserva sempre, prima o poi, esperienze dolorose che alcuni preferiscono vivere in solitudine nella dimensione privata, una sorta di guscio entro il quale il dolore invece di stemperarsi spesso finisce con l'acuirsi e diventare insopportabile. Altri, invece, cercano una via di fuga alla disperazione attraverso la narrazione, recuperando dalla galassia della memoria squarci di vita passata della persona cara che non è più con noi in una dimensione di condivisione con altre persone. In tal caso, il racconto serve a lenire in parte il dolore, perché, pietoso conforto riservato ai mortali, in qualche modo "la parola che canta il dolore non è più dolore". Su questo preciso bisogno si fonda l'invito rivoltomi dagli insegnanti e dai genitori di Giovanni Marchese, un alunno della Scuola Media "Pietro D'Asaro" di Racalmuto che nell'anno scolastico 2008/2009 ho avuto modo di conoscere come dirigente di quella Scuola.
È la prima volta che mi trovo a commemorare un alunno e avrei preferito, di cuore, non farlo. Manca ancora quella necessaria serenità che ti permette di dare ordine ai pensieri, essendo ancora vivo, a distanza di poco più di un anno dalla sua dipartita, il ricordo di un ragazzo dal carattere mite e buono, laborioso ed impegnato, sempre disponibile a dare il
suo personale contributo alle iniziative della Scuola,
Giovanni è stato per me un valido ed insostituibile aiuto nell'allestimento della biblioteca
intitolata a Leonardo Sciasela, impreziosendo con il suo estro artistico materiali grezzi e
abbellendo con sue opere un ambiente che altrimenti sarebbe risultato povero e senza
anima. Aveva un talento artistico non comune, ma ciò che lo rendeva amabile era la
bontà che riusciva sapientemente a coniugare con una non comune capacità di assolvere
gli impegni liberamente assunti.
Personalmente, lo consideravo un esempio positivo per molti suoi coetanei, un testimonial
effettivo e concreto della nostra Scuola. Pertanto, condivido la scelta di dedicare a Lui
l'aula di educazione artistica della Scuola e di testimoniare il mio personale affetto con
queste parole che, seppur scarne, esprimono il mio profondo sentimento di riconoscenza
e servono a conservarne il dolce ricordo in questa pubblicazione che i genitori affranti
hanno voluto stampare perfar conoscere le opere artistiche del loro caro ed indimenticabile
figlio.
Il loro dolore è inconsolabile, ma le lacrime possono essere feconde per far germogliare
una nuova speranza di vita, "un accordo novello... e tutto che un giorno si scisse, ritorna
congiunto" (Hòlderlin).
Michele Passalacqua
// tuo preside

 

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Intitolare l'aula artistica a Giovanni Marchese è un atto doveroso nei confronti del giovane alunno prematuramente scomparso. Non conoscevo personalmente Giovanni, ma ciò che è stato raccontato di lui, è sufficiente per capire che era un ragazzo meraviglioso: ricco di iniziative artistiche, vivace, allegro e affettuoso con tutti. Non posso esimermi, come dirigente di questo istituto comprensivo, dell'esprimere il mio compiacimento affinchè l'aula artistica della nostra scuola, dove Giovanni ha trascorso le ore più belle della sua carriera scolastica, venga a lui dedicata, per consentire alle future generazioni di non dimenticare Giovanni e la sua passione e il suo amore per l'arte.
Dirigente Scolastico Prof.Salvatore Pirrera

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Giovanni Domenico Marchese, l'Artista di Racalmuto che supera ogni barriera e comunica, attraverso le sue opere d'arte, quelle mirabili sensazioni che già avevamo in serbo dentro di noi. Non si tratta di un consolatorio ricordo od un semplice inno alla memoria, con lo sguardo rivolto a chi ha lasciato un incolmabile vuoto nel cuore della sua Famiglia, dei suoi Genitori. No, nel caso di Giovanni Domenico Marchese, l'Amore di un Ragazzo che non è più in mezzo a noi, sopravvive ed è meravigliosamente esaltato nella sua Arte sopraffina, Reale o Surreale che sia e, comunque, indiscutibilmente Magnifica, se non proprio Divina.
Grazie alla Scuola che ha frequentato, ai suoi docenti, ai suoi compagni ed amici, grazie a tutti coloro che lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato le sue doti artistiche ed umane, e soprattutto grazie ai suoi amorevoli Mamma e Papa, è stato possibile celebrare degnamente Giovanni Domenico, dedicandogli una Pubblicazione degna di un Vero Artista quale Egli è stato e sarà per sempre.
Salvatore Petratto
Sindaco di Racalmuto